• Stefano Cetani

Il libero arbitrio risiede nel destino

Aggiornamento: 10 ott 2018



Anche se tu non credi al tuo destino, sarà ugualmente difficile il tuo sfuggirgli, se lui crede in te.

La parola destino e libero arbitrio, che sempre si sono contesti il primato nella gestione della vita umana, a seconda dei tempi, dei modi e della cultura del momento, ora vince uno, ora l'altro.

Possiamo dire però che l'uno non esiste senza l'altro, e che la vita è anche il risultato dell'intrecciarsi di questi due fili che formano la trama della vita.



Citando l'Astrologia, si crede che quest'ultima ci indichi il nostro destino; d'altronde si dice che un serio e profondo studio del proprio Tema Natale, ci riveli il proprio destino già segnato alla nascita; e questo è un tema che ha fatto versare fiumi di inchiostro a filosofi, teologi e appunto astrologi, ma nessuno per ora è arrivato a capo di niente, e che la questione è ben lungi dall'essere risolta.


Si dice che quello che noi vediamo nell'analisi di un Tema Natale è un punto di partenza, l'origine e quello non lo possiamo cambiare; d'altronde, se io nasco in una certa famiglia, non posso di certo cambiarla, non ne abbiamo la facoltà. Nascendo in quella determinata famiglia si ereditano i tratti fondamentali, una certa personalità, un certo karma, e con quelli dovrò fare ed agire, quelli sono gli strumenti che io mi trovo a dover usare: quello è il mio destino.


Il libero arbitrio sta nel fatto che con quegli strumenti io devo e posso fare del mio meglio per individualizzarmi, creando una struttura che mi permetta di esprimermi al meglio; si potrebbe così dire che il libero arbitrio sta nel fatto di usare al meglio il proprio destino, e che la mancanza di libero arbitrio (quindi essere o sentirsi vittima degli eventi), avviene nel momento che noi cerchiamo di allontanarci dal nostro tragitto destinico.


Metaforicamente se io seguo la corrente del fiume avrò uno sforzo minimo e arriverò prima al traguardo rispetto a quello che ostinatamente si mette di traverso alla corrente del fiume, rischiando così di essere travolto e andando a sbattere chissà dove, il che potrebbe portare a lamentarsi della vita, dicendo che capitano tutte a lui e che vanno tutte storte e che è sfortunato.


Quindi paradossalmente, appare che il massimo della libertà lo si ottiene accettando il destino!


Ovviamente accettare non significa sottomettersi a testa bassa, che sarebbe lo stesso che mettersi di traverso alla corrente.


Ma mettersi in azione per comprendere i meccanismi del proprio destino, quindi di me stesso, per armonizzarmi al meglio con la vita, ma la mia vita, non quella di un'altro; con i miei strumenti e non quelli di un'altro. Le frustrazioni nascono perchè c'è qualcosa inerente alla nostra strada che non stiamo facendo o seguendo.


Il destino è un tipo di terreno che spetta a noi percorrere, che la nostra Anima ha già scelto prima di incarnarsi, il libero arbitrio sta nel decidere come percorrerlo, come navigarlo, per proseguire il nostro viaggio all'ottava superiore.

Siamo un microcosmo dove in esso è conservato il nostro potenziale destino e studiando il macrocosmo possiamo conoscerlo.

Quindi il miglior studio che un astrologo possa fare, è quella di far conoscere all'altra persona la propria natura, con i suoi aspetti armonici e disarmonici, perchè solo conoscendoci avremo in mano il nostro destino, ecco perchè un buon astrologo-alchimista non è quello che indovina, ma quello che affianca l'altro a far ritrovare la strada perduta.



Un abbraccio

Stefano Cetani