• Stefano Cetani

La Metempsicosi


"Noi siamo già stati" disse Pitagora in una intuizione che ebbe in Grecia

Per comprendere la METEMPSICOSI (reincarnazione), per conoscere le vite precedenti, non devo andare in oriente, posso stare a casa, e rendermi conto che se tolgo dalla visione filosofica l’eterno ritorno all’eguale di cui parlava Friedrich Nietzsche, non c’è nessuna opportunità di comprendere la saggezza, ma se inizio ad osservare internamente me stesso, produco un collasso di un flusso energetico, ed è la mia attenzione, che dà forma, che cristallizza in una forma fissa la realtà, è la fusione di osservato e osservatore, questo è decisivo nella comprensione di cosa è una vita precedente e se c’è.


Se io non mi auto osservo, con una strategia efficace, e se non scopro me stesso, e se non faccio un’indagine che sia acuta e rilevante, non solo mai saprò chi sono e cosa accade dentro e fuori di me, ma non saprò neanche di esistere, di esserci.


Sto dicendo che quando osservo me stesso, rendo possibile la rilevazione in se medesima dell’EGO pluralizzato, se non mi osservo seriamente, potrò avere la sensazione che sarò sempre IO a dire, a fare, a pensare, potrei anche esser spinto (credendo ciecamente di essere sempre autentico) a fare cose abominevoli, perché sarò unilateralmente convinto di essere sempre autentico, sincero.






L’auto osservazione, produce un’auto individuazione, se non mi auto ricordo e non indago me stesso, non scopro che in me ci sono tendenze egoiche nettamente contraddicenti la mia ispirazione spirituale. Quando comincio ad osservare attentamente i miei aggregati psichici, diversi dalla mia ANIMA, scoprirò una grandissima legge; che i miei IO sono ricorrenti, sono ripetitivi, e quando arriverò ad osservare un’IO in azione, intuirò che l’IO ha un copione, un matraccio ed un PROTOCOLLO ANTICHISSIMO, che trae origine e forza dalle vite precedenti, non centra niente credere o non credere alla reincarnazione, ma saprò di essere già stato, quando mi renderò conto che in me compare (mentre mi auto osservo), un attore antico, che ha già un protocollo d’azione d’intesa con i terzi, per compiere azioni a mia insaputa, nettamente contrarie alla mia etica, ed in tutto questo non è che penso, ma intuisco l’evidenzia di questa forza egoica che è ricorrente.


Se poi approfondisci ancora di più l’EGO, sarà impossibile che tu non venga a conoscenza, che questo IO è forte, perché ha già agito nelle vite precedenti, ed ecco che l’effetto osservatore, è l’unico a produrre all'interno una scoperta delle vite precedenti.




I matracci delle vite precedenti, risiedono proprio negli aggregati psichici, che sono pronti per attivarsi a 20 anni, 30 anni, a 40 anni, quelli devo osservare e seguirne la scia ciclica.


È interessante che quando dentro me stesso tento di coagulare immaginazione cosciente, emozioni superiori e volontà nell’auto osservarmi, facendo convergere con disciplina queste energie (che sono l’energia della mente, emozionali, e della volontà o dell’arbitrio) si produce nel mondo psichico, elettromagnetico, nebuloso e fantasioso, un collasso. Significa che passo dall’opportunità d’onda ( il potrei essere, potrei fare, potrei dire) a qualcosa di concreto che osservi e che scopri dentro te stesso, ed ecco che ha inizio un atto autentico di conoscenza.


Questo collasso è un modo per cristallizzare la mia realtà; l’effetto osservatore crea la realtà, smaschera la realtà, modificando la percezione che avrò di me stesso, perché è questo che va modificato, dando vita per discernimento alle entità che devo osservare, le mie autentiche virtù, e i miei autentici aspetti su cui lavorare. Più mi auto osservo, più creo me stesso, più dò forma a me stesso.


Quando mi auto osservo, mi guardo e mi assaggio in termini essenziali, ed in termini egoici, scoprendo che sono già stato, che già ero, e che sarò nettamente ciò che fui.




Un abbraccio

Stefano Cetani