• Stefano Cetani

Chi non vuol Morire... non Nasce

Aggiornamento: 25 ott 2018

In Astrologia l'archetipo associato alla Morte è lo Scorpione (L'ANGELO DISTRUTTORE), siamo all'incontro con il buio e con il primo freddo, il freddo della morte, perchè morire significa non avere più energia o non dare più energia a quelle parti di noi stessi che non sono più necessarie al nostro percorso, che ci appesantisco rallentandoci, affaticandoci lungo il cammino verso noi stessi, verso la fonte, verso l'Anima.

La morte è l'ingresso alla vita.



Lo Scorpione segna la fine della luce, ci troviamo ad affrontare ed a sentire tutto il travaglio dell'io individuale, qui arriviamo a fare il punto della situazione, cosa realmente è neccessario per proseguire, siamo in una fase che il resistere al cambiamento porta solo più sofferenza di quanto già un po ne porta assecondare questa energia, ma la sofferenza viene sempre dalla mente, che si attacca e si avvinghia a qualsiasi cosa, che vuole che nulla cambi perchè il conosciuto da sicurezza, ma lo scorpione vuole portarci in profondità, nei nostri abissi, per mostrarci cosa si cela nelle nostre radici, nelle nostre fondamenta, e se necessario distruggerle completamente per riedificare il nuovo, o altrimenti far seccare le radici che ci fanno disperdere la nostra energia.

Sentiamo i rischi che comporta l'individualità, in questa fase ci mettiamo in contatto con la realtà in cui stiamo vivendo, qui sentiamo ciò che è vero, viviamo il senso della verità come un fardello, in quanto ci accorgiamo che la verità è un bene raro, un bene prezioso, da usare con cautela, perchè libera da un lato, ma fa anche male, produce dolore, sentiamo che per comprendere la verità abbiamo bisogno di conoscenza, di conoscerci, di maturare, altrimenti arrivando impreparati, si renderà la distruzione che porterà questa verità, una sofferenza fine a sestessa, inconsapevole, portandoci a smarrirci, a perderci in questa nebbia, perchè questa verità va a svelare ciò che ancora non siamo pronti a conoscere, a vedere, a sostenere, la verità può essere scioccante.

L'insegnamento della morte è che la verità è soggettiva, parziale, temporanea, che vi sono le verità, ed in questa metafora del vero qui ci troviamo di fronte a due vie, preservare il vero, lottare per la verità, dire la verità ad ogni costo, oppure accettare il gioco pericoloso della bugia, della finzione, dell'occultare e quindi mentire per non fare del male, per non farci del male, per controllare la situazione, e quindi il rischio di manipolare.

In ogni caso nell'energia scorpionica si reagirà comunque da uno stato di turbamento, e quindi saremo silenziosi, magnetici, ironici, siamo ribelli, trasgressivi ma anche tormentati, ma questa fase dipenderà dall'evoluzione dell'individuo, come evolveremo, che tipo di Anima siamo, qui comprendiamo di che pasta siamo fatti. Immersi in questo processo, si apre un grosso varco tra il fisico ed il sottile, il contatto tra le due realtà, il sentire il contatto tra le due realtà.

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Scendiamo, cerchiamo, sveliamo i nostri veri nemici, i nostri guardiani della soglia, quelle parti di noi che vogliono che tutto stagni, che nulla muti, e nel non mutare tutto muore senza un senso, ma lo Scorpione rende la morte un sacrificio per elevarsi, per trasformarsi per alleggerire e salire la scala dell'evoluzione al prossimo piano Il Sagittario, ma per farlo si deve fronteggiare queste parti più dense, e quindi ci raccogliamo nelle nostre acque intime, oscurate dal peso dell'io, qui rimaniamo da soli circondati dalla nostra umidità riflessiva, e tutto ciò che è stato costruito su fondamenta illusorie cadrà.



Un abbraccio

Stefano Cetani